Leonardo alla Mole: le Marche tornano a volare


Al ha segnalato:

“Leonardo 500 anni fa venne nelle Marche come nemico, al servizio di Cesare Borgia conquistatore di Urbino. Spero con questa mostra che vorrete perdonarlo e accoglierlo come un amico”.

Così Carlo Pedretti - titolare della cattedra di Studi Leonardiani all’Università della California di Los Angeles (UCLA) - ha concluso la conferenza che, lo scorso venerdì, ha preceduto l’inaugurazione di “Leonardo, genio e visione in terra marchigiana”.

Fonte: www.viveresenigallia.it

La mostra, allestita negli spazi della Mole Vanvitelliana di Ancona fino all’8 gennaio, raccoglie 22 opere di Leonardo e dei suoi allievi, tra le quali 4 anteprime mondiali e 2 italiane: un’affascinante (e discussa) “Maria Maddalena” di Leonardo e del suo allievo Giampietrino, un’altra “Maria Maddalena” del Giampietrino, “San Giovanni Battista” e “I tre Santi Bambini” di Bernardino de’ Conti, le opere inedite in assoluto; “Santa Caterina d’Alessandria” del Giampietrino e “La Madonna dei fusi” di Cesare da Sesto, le opere che vengono presentate per la prima volta al pubblico italiano.

Leonardo, genio e visione in terra marchigiana è stata fortemente voluta dalla nuova amministrazione regionale che, avvalendosi dell’aiuto di Giovanni Morello e dello stesso Carlo Pedretti, due tra i più autorevoli studiosi al mondo di Leonardo di Vinci, l’ha allestita “in poco più di 4 mesi”, come ha ricordato orgoglioso Gian Mario Spacca, presidente della regione Marche. Un evento culturale senza precedenti, splendidamente “messo in scena” dall’architetto Gaia Canti: nel buio delle sale della Mole, flash di luce color arancio e immagini di colline, laghi e montagne esaltano lo splendore delle opere, e riportano i profili morbidi e gli sguardi velati dei personaggi raffigurati alla contemporaneità.

Dopo la conferenza e il taglio del nastro, la cerimonia di inaugurazione è proseguita con Pedretti, Cicerone d’eccezione, che con familiarità e naturalezza ha narrato, ad un fortunato gruppetto di visitatori, le opere lungo il percorso. Dopo i disegni in matita rossa ecco, in fondo alla prima sala, la splendida “Vergine delle Rocce” del Maestro. L’opera, del 1495-’97, è una terza versione, successiva a quelle conservate al Louvre e alla National Gallery di Londra: “In questa versione”, ha spiegato Pedretti, “la luce non proviene dall’esterno, i personaggi sacri sembrano brillare di luce propria, in onore al mistero dell’Immacolata Concezione, che l’opera illustra”.

All’ingresso della seconda sala, una splendida donna attende i visitatori: è la “Maria Maddalena”, attribuita a Leonardo e al suo allievo Giampetrino. Quest’icona di bellezza e carnale sensualità è attualmente oggetto di studio del professor Pedretti, che sotto invito di Spacca ha spiegato i dubbi e i misteri che l’avvolgono: si tratta davvero di Maria Maddalena? O piuttosto era il ritratto di un’altra donna, in seguito modificato? Cosa stringeva nella mano destra? Un pugnale? E nella sinistra? Cosa nasconde sotto il velo rosso? Domande a cui gli esami di laboratorio, che presto verranno eseguiti, potranno dare una risposta, e che intanto incantano ed intrigano studiosi e visitatori. Come ha affermato l’assessore alla Cultura del Comune di Ancona Antonio Luccarini, “La mostra nasce per essere non solo un qualcosa da osservare passivamente: ci aspettiamo che faccia discutere, che stimoli la riflessione e la crescita”.

Al piano superiore, sotto una teca in plexiglas, ”Il codice del volo degli uccelli”, compilato da Leonardo nel 1505, esattamente 500 anni fa. Il manoscritto resterà ad Ancona solamente fino a domenica prossima (il 23 ottobre), per poi essere trasferito a Torino come immagine simbolo per le Olimpiadi Invernali 2006, ma si tratta di una presenza con una forte valenza simbolica: in questa sede il “Codice” vuole essere il riferimento ideale per una regione, le Marche, aperta ed ospitale, che desidera “tornare a volare”, rilanciando in chiave mondiale la propria vocazione culturale.

Caterina Mazzieri



"Maria Maddalena"


Informazioni: Numero Verde 800 222111;
Biglietteria Mole Vanvitelliana 071.2225031


Articolo tratto da: albertomoglioni.com - Il portale su Leonardo e non solo - http://www.albertomoglioni.com/
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